CORSI SARS SENIGALLIA e ANCONA 20/09/03

 

Il 20 cm si è tenuto in contemporanea a Senigallia e Ancona il Corso per medici di famiglia organizzato dalla Fimmg, il sindacato maggiormente rappresentativo della categoria, sull'argomento "Dalla Sars al rischio pandemico influenzale, la medicina generale nella gestione degli eventi epidemici di massa e dell'ansia collettiva".

 

Si è cosi diffusa presso altri 30 medici di famiglia dell'Asl di Senigallia  e 30 medici della ASL di Ancona, la conoscenza di una rete nazionale che si chiama IHS-scudo sanitario italiano (Italian – Health - Shield) - che  è stato istituito formalmente dalla FIMMG e che coordina alcuni  medici di famiglia collegati ad una rete telematica, informati e formati circa le nuove evidenze infettivologiche e capaci di interagire tra loro e le istituzioni,  ma soprattutto con i loro pazienti.

 

A questi è dedicato un numero verde e un indirizzo e-mail (800.697576-ihs@fimmg.org) ai quali corrisponde, presso la sede nazionale della Fimmg, un gruppo di medici esperti e capaci di rispondere in più lingue sulle evenienze che si dovessero manifestare in corso di pandemia.

 

Così, ai già esistenti medici della rete, appartenenti ad aree metropolitane, aeroportuali e rivierasche d'interesse turistico, si sono aggiunti nuovi medici allargando la copertura dello scudo sanitario.

 

Senza quest'operazione è facile pensare al collasso dei pronti soccorso e dei reparti ospedalieri.

 

Ai medici sono state illustrate  le modalità d'utilizzo di un kit di protezione individuale che le linee guida internazionali prevedono per l'eventuale visita di un caso sospetto o probabile di SARS.

 

Tutto ciò senza alcun coinvolgimento delle aziende sanitarie presso le quali medici lavorano e con un notevole sforzo organizzativo della FIMMG sia nazionale che regionale, unitamente ai Docenti dei Corsi, Dr.i Paolo Lavatori (Senigallia) e Marco Grandi (Ancona) . 

 

Erano presenti al Corso anche assistenti di studio medico invitate per la prima volta ad un convegno formativo che le pone in prima piano come capaci d'amplificare l'assistenza del medico in un rischio di pandemia.

 

Quanto ancora potremmo contare sull'encomiabile professionismo di questi sanitari che da soli si allertano e sentono il bisogno di preparasi alla gestione di un allarme?

 

Forse temono che possa succedere come in Canada,  dove proprio gli operatori sanitari, hanno permesso la riesplosione della Sars nel maggio 2003 quando si erano spenti i focolai negli altri paesi.

 

E' giusto tenere sempre l'attenzione tesa sulla spesa, sul costo dei farmaci, sui ricoveri e non spendere risorse mai per occasioni di questo tipo?

 

E questo il vero interesse  della salute pubblica che persegue la nostra Costituzione?

 

O forse altri meccanismi  solo economici oggi indirizzano le scelte di governo anche locale della sanità.?

 

 

Paolo Lavatori medico di famiglia

lavatori@libero.it