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Segreteria regionale Marche
FERMA PRESA DI POSIZIONE DELLA FIMMG CONTRO IL PROGETTO “PAC”
La riunione con le associazioni sindacali tenutasi il 20 marzo ’03 alle ore 15.00 presso l’Aula Raffaello del Palazzo Raffaello della Regione Marche, Via G. da Fabriano, 9 – Ancona, promossa dal Dipartimento Servizi alla Persona ed alla Comunità per discutere sul progetto di regolamentazione delle attività di Day Hospital medico e dei pacchetti ambulatoriali complessi ( PAC) ed altri aspetti del rapporto tra medici di fiducia e medici specialisti, ha registrato la decisa posizione avversa del nostro Sindacato sia nel merito del progetto cosi come presentato che nel metodo di lavoro adottato.
Nel corso della riunione è’ stato letto da parte dei rappresentanti sindacali presenti il documento della Segreteria Regionale inviato al Presidente della Regione Dr.D’Ambrosio, all’Assessore alla Sanità Dr. Melappioni ed al Direttore del dipartimento Dr. Zuccatelli, e che riportiamo integralmente in seguito.
La decisa posizione della FIMMG, espressa anche con particolare evidenza sulle pagine dei quotidiani locali e sul TG3 regionale, ha suscitato un notevole clamore ed ha sollevato decise perplessità nell’opinione pubblica sulla valenza del progetto , cosa che ha indotto i rappresentanti regionali del Dipartimento a richiedere un incontro urgente con il vertice del Sindacato per una rivalutazione comune delle finalità e delle modalità operative del progetto stesso.
Le ulteriori evoluzioni della questione, che vede la FIMMG decisa a tutelare in tutti i modi sia gli interessi dei cittadini che i contenuti del proprio ruolo professionale all’interno del Servizio Sanitario Regionale, verranno prontamente pubblicati su questa pagina informatica.
Senigallia, 17 marzo 2003
Comunicato FIMMG Al Presidente della regione Marche, Dr. Vito D’Ambrosio
All’Assessore alla Sanità, Dr. Augusto Melappioni
Al Direttore del Dipartimento Servizi alla Persona e alla Comunità, Dr. Giuseppe Zuccatelli
Oggetto: progetto regolamentazione attività di DH medico e dei pacchetti ambulatoriali complessi (PAC)
In relazione alla documentazione inviata in data 21 febbraio 2003 riguardante la bozza di regolamentazione dei PAC da trasferire in un “eventuale atto deliberativo” e la sintesi dello stato del progetto complessivo, lo scrivente Sindacato comunica il suo totale rifiuto del progetto così come illustrato nel documento in questione e la più ferma contestazione sul metodo di lavoro tenuto, che solo a progetto ampiamente impostato coinvolge una delle categorie maggiormente interessate alla questione.
Un progetto finalizzato alla doverosa traslazione delle attività assistenziali necessarie per la soluzione di problemi complessi dall’area della diagnostica ospedaliera propria dei DH medici all’area territoriale delle cure primarie, non può e non deve - pena l’aumento dei costi senza vantaggio in tema di miglioramento della salute - comportare la marginalizzazione del medico di famiglia dal ruolo di garante sia della presa in carico globale del paziente che della attivazione di percorsi assistenziali appropriati ed opportuni.
Se per appropriatezza si intende fare le prestazioni giuste ed accettabili per il paziente, al momento giusto, nel luogo giusto ed al giusto costo, predefinire un pacchetto di prestazioni ambulatoriali tra loro collegate per problemi clinici di particolare complessità può aver significato, convenienza economica e coerenza logica solo se poi tale istituto viene messo nella disponibilità del medico curante come opportunità di potenziamento della sua attività, che è finalizzata a dare una risposta adeguata al bisogno di assistenza evidenziato dal suo paziente.
Se si intende perseguire l’efficacia e l’economicità degli interventi assistenziali, non può che spettare al medico curante definire l’esigenza del percorso e gestire i risultati di ritorno - anche parziali - di procedure assistenziali complesse, perché solo il curante, in virtù della continuità fiduciaria dell’assistenza, ha una visione globale dello stato di salute del suo paziente ed è in grado di integrare le nuove evidenze a quanto già conosciuto.
Definire quindi un pacchetto preordinato di accertamenti ambulatoriali per problemi complessi gestito dallo specialista di riferimento - contemporaneamente escludendo il medico curante dalla gestione del problema - significa perseguire un modello clinico basato su una raccolta analitica e standardizzata dei dati per arrivare ad una visione globale del problema, trascurando l’approccio metodologico proprio delle cure primarie, sicuramente più economico, basato su ipotesi di lavoro informate da verificare o confutare man mano che si rendono disponibili i risultati degli accertamenti, da correlazionare ed integrare con i dati e le informazioni sul paziente già in possesso.
Appare incoerente ed antistorico non aver coinvolto la categoria dei medici di famiglia fin dalla fase dell’impostazione di un progetto finalizzato a definire quali strumenti siano essenziali per esercitare la propria funzione assistenziale, come parimenti frutto di una visione rigida sembra il non prevedere che il passaggio da un area assistenziale ad un’altra implichi necessariamente anche una modificazione dell’approccio metodologico alla soluzione dei problemi clinici.
In tal modo si corre il rischio di una proliferazione incontrollata ed autoreferenziale degli stessi con un aumento incongruo dell’offerta, di sicuro innesco ad una conseguente proliferazione della domanda, ancor più prevedibile se al sistema potrà afferire l’apporto dell’offerta privata.
Riorientare e qualificare il sistema dell’offerta sono obiettivi propri del Piano Sanitario Regionale, da raggiungere con un sistema di servizi territoriali integrati ed orientati ai processi assistenziali centrati sulla persona.
Se questo lo si persegue spostando sul territorio modalità assistenziali proprie del sistema ospedaliero, mantenendone però la stessa impostazione metodologica - e il progetto PAC ne pare una prima applicazione pratica -, riteniamo che il problema del deficit sanitario non sarà facilmente risolvibile, né che sarà apprezzabile una miglior qualità dell’assistenza.
A meno che il reale obiettivo del progetto non sia quello di editare un sistema di Day Service ambulatoriale che aumentando le prestazioni garantisca un incremento dell’introito da ticket diagnostici.
Per evitare ciò, e per garantire i nostri pazienti da offerte assistenziali inappropriate e costose, questo Sindacato dichiara la sua contrarietà al progetto PAC proposto e si riserva di intraprendere tutte le azioni finalizzate ad evitare l’espropriazione di competenze proprie della Medicina di Assistenza Primaria che il progetto contempera.
Distinti saluti
Il Segretario regionale Dr. Alberto Oliveti
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