Segreteria Regionale Marche

 

Senigallia 4/10/03

 

Al presidente della Regione Marche

Dott. Vito D’Ambrosio

 

All’Assessore alla Sanità Marche

Dott. Augusto Melappioni

 

 

                                                                                                                                                            

 

Oggetto: Delibera Giunta Regione Marche n.1311 del 30.09.2003  ” Interventi per il contenimento della spesa farmaceutica convenzionata”

 

 

Con l’assunzione della delibera n.1311 del 30 sett.2003  nonostante il parere contrario della FIMMG al tavolo del Comitato Regionale della Medicina Generale  il giorno stesso dell’avvenuta approvazione, si rende più critica con la Regione Marche la collaborazione programmatica ed operativa che ha prodotto risultati importanti per  l’assistenza territoriale come l’Accordo Integrativo Regionale,  pur ricordato dallo stesso presidente della Regione nei vari passaggi del dibattito sul riordino dell’assetto  sanitario regionale.

 

 

Riteniamo che la deriva ragioneristica assunta dal provvedimento, che retrocede la visione programmatica assistenziale dal governo dei processi alla tattica del tappabbuchi, costituisca un evidente passo indietro nel percorso di qualificazione della nostra Sanità.

 

I responsabili tecnici della Regione intendono perseguire l’obiettivo di migliorare la qualità dell’assistenza nell’ambito del finanziamento assegnato con un intervento che:

ü    a causa della maggior frequentazione degli studi aumenterà per certo i disagi ed i rischi nella popolazione assistita se solo si pensi ai costi economici degli accessi e alle potenzialità di contagio in una stagione epidemiologicamente critica,

  • non persegue la possibilità di migliorare l’appropriatezza delle prescrizioni per chi è già in trattamento,

  • potrà favorire anzi una riduzione della adesione ai programmi terapeutici correttamente assegnati per la difficoltà alla frequente ripetizione delle ricette di farmaci con confezioni inadatte alle terapie a lungo termine,

  • potrà ingenerare conflittualità nel rapporto di fiducia tra medico e paziente a causa della burocratizzazione degli atti relativi alla ripetizione delle ricette,

  • non porterà apprezzabili ritorni finanziari positivi dato che l’esiguità del risparmio atteso sarà prevedibilmente  annullata dalla inevitabile induzione di una maggior domanda e conseguente maggior consumo di farmaci od esami per l’aumento degli accessi e dei contatti con il curante,

  • demotiverà i medici di medicina generale a perseguire una visione comune ed una collaborazione con gli amministratori, posizione di sfiducia poi difficile da recuperare,

  • avvisandoli ufficialmente solo giorni dopo l’entrata in vigore della delibera, espone i medici a rischi disciplinari in un momento di particolare controllo sulle prescrizioni incongrue da parte delle autorità preposte.

In questa palese disattenzione alle legittime aspettative della Medicina Generale di veder rappresentate le sue esigenze a livello dei tavoli di confronto ufficiali par di cogliere da parte dei responsabili regionali la convinzione che il consenso continuamente espresso dai cittadini al proprio medico di famiglia sia un valore ( o piuttosto disvalore?) basato più su rendite storiche di posizione che sul quotidiano riscontro di capacità e disponibilità.

 

La FIMMG

  

che fa della promozione e tutela della salute il suo obiettivo fondante, della proposta progettuale la sua linea operativa, e che dal confronto  e dalla  contrapposizione delle idee è convinta si possano trovare le soluzioni  alle criticità,

a fronte del problema del bilancio della spesa farmaceutica territoriale  in questo fine anno,  peraltro migliorato rispetto allo stesso periodo dello scorso anno anche per effetto della poco riconosciuta collaborazione con i medici di famiglia  legata all’Accordo Integrativo Regionale,

 

denuncia

 

il suo scarso coinvolgimento nel momento dell’analisi della spesa farmaceutica regionale e della definizione degli interventi di razionalizzazione,

 

si dichiara

 

come sempre disposta alla collaborazione su linee di attività condivise per migliorare la qualità dell’assistenza  alla cittadinanza, nel rispetto della corretta utilizzazione dei presidi sanitari, dei percorsi assistenziali e delle professionalità  e senza inutili limitazioni od ostacoli al diritto alle cure appropriate,

 

non condivide 

 

la delibera in quanto espressione di un regresso nella  metodologia  di governo delle situazioni assistenziali e professionali, e ne critica assolutamente il contenuto, confidando peraltro che l’accezione  “ cura delle patologie croniche” sia intesa in senso clinico e non come semplice riferimento alla classificazione delle esenzioni per patologie.

 

 

Il segretario regionale

Alberto Oliveti