Un Medico "preparato" è  garanzia di qualità di cure per tutti i cittadini

 

La Regione Marche non viola nessuna normativa nazionale per la formazione dei medici di famiglia. Riconosce alle Aziende Sanitarie e ai medici stessi la necessaria autonomia per organizzare i corsi.

 

 

In questi ultimi anni la medicina di famiglia ha subito profonde e importanti cambiamenti ponendosi al centro dei sistemi di cura presenti nel territorio. Anche i medici di famiglia che in essa operano per seguire questo sviluppo devono aggiornarsi e approfondire le tematiche più importanti della loro professione. Questo prima di tutto è un interesse dei cittadini che devono poter contare su medici preparati e qualificati a cui rivolgersi con fiducia.

La Regione Marche con l'ultimo accordo integrativo regionale per la medicina generale, ha fortemente puntato sulla formazione dei medici di famiglia, stabilendo che questi corsi di aggiornamento e formazione possano essere svolti sia il sabato che in giorni diversi dal in sabato con modalità individuate a livello aziendale e con l'attivazione del servizio di Continuità Assistenziale, per consentire ai medici di assistenza primaria di frequentare i predetti corsi. Questa indicazione recepisce la norma nazionale contenuta nell' Accordo Collettivo Nazionale per la medicina generale, ovvero l'insieme di regole che stabiliscono il comportamento dei medici di famiglia in cui si stabilisce al comma 12 dell'articolo 8 che corsi possono svolgersi il sabato mattina, salvo diversi accordi a livelli regionale, e  comunque anche in giorni diversi dal sabato. Pertanto nell'ambito di questo potere di discrezionalità di la Regione Marche ha ritenuto corretto consentire  alle aziende sanitarie locali di individuare le modalità e quindi anche i giorni nei quali fare la formazione per i medici di famiglia al fine di arrecare meno disagi ai cittadini. Infatti in considerazione del monte ore obbligatorio per i medici di famiglia di 40 ore, il numero dei sabati occupati sarebbe alto in un anno e quindi maggiore il disagio per il cittadino di non trovare il proprio medico che comunque è tenuto a compiere le visite domiciliari eventualmente ricevute fino alle ore 10 del mattino e, per i medici che vi aderiscono, a garantire due  ore di attività ambulatoriale. Pertanto al fine di garantire la formazione dei medici di famiglia alcune aziende preferiscono concentrare in due o tre fine settimana all'anno lo svolgimento di tali corsi.

La Regione  Marche quindi non si pone in contrasto con le norme nazionali in quanto non è vero che vi sia un obbligo di effettuare questi corsi esclusivamente il sabato, ma anzi ha individuato un meccanismo che li rende più flessibili e meno pesanti sull'utenza. La formazione aziendale è una importante conquista per l'attività del medico di famiglia e garanzie per i cittadini che proprio medico sia sempre aggiornato e preparato. C'è piuttosto da chiedersi ha chi giova porsi  sempre in contrasto con i processi di sviluppo dei medici  di famiglia, che spesso significa porsi contro l'interesse degli stessi cittadini. Giova a tutti quelli che ancora credono al vecchio e sorpassato modello di un medico isolato, poco aggiornato e quindi non all'altezza dei tempi e delle richieste dei pazienti, e spesso costretto a ricopiare ricette che neanche più il farmacista riesce a leggere. Questo medico di famiglia non esiste più.