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SCIOPERO 27 GIUGNO 2003
La Convenzione Nazionale per la Medicina Generale è scaduta da oltre due anni e ancora non si nota una precisa volontà, da parte del Governo e delle Regioni, di aprire concretamente una nuova trattativa per affrontare le sfide con cui la Sanità deve misurarsi nel nostro Paese. La tanto sbandierata centralità del nostro ruolo di Medici di Famiglia non viene surrogata da impegni precisi, da investimenti finanziari per potenziare le cure sul territorio, e resta quindi una velleitaria, se non addirittura beffarda, affermazione di principio. E questo nonostante che tutte le indagini e i sondaggi finora svolti dagli Enti più disparati (e non da noi) abbiano sempre ribadito il gradimento che la nostra figura ottiene presso i cittadini, specie se confrontata con i giudizi non sempre lusinghieri riguardanti le altre componenti (organizzative e non) della Sanità. Ma attenzione: il consenso e il gradimento non possono essere eterni nè possono basarsi solo sul ruolo pregresso: se non verremo messi in condizione di migliorare il sistema delle Cure Primarie, di potenziare le nostre capacità organizzative, questa fiducia fatalmente è destinata a declinare. Altra minaccia, da noi ampiamente paventata, che si sta delineando con sempre maggiore precisione, è la frammentazione (per non dire lo smantellamento) del Sistema Sanitario Nazionale equo e solidale, in nome di un malinteso concetto di “devolution”, che anziché profilarsi come giusta e snella autonomia, prende sempre più le forme di una egoistica autodeterminazione regionale, con il risultato di creare (di fronte a un bene primario come la salute, garantito dalla stessa Costituzione) cittadini di serie A e di serie B, C ecc. E’ notizia recente, inoltre, la volontà di alcune Regioni di cancellare addirittura la Convenzione Nazionale, per poter trattare solo a livello regionale non con le Organizzazioni Sindacali che legittimamente rappresentano gli interessi dei Medici, ma con associazioni di medici o, addirittura, con i singoli medici; non è necessaria una lettura particolarmente attenta per cogliere le finalità di un simile atteggiamento: incrementare la concorrenza tra di noi puntando al ribasso delle tariffe. Un gioco al massacro che non ci può vedere proni o solo indifferenti! Si rende pertanto necessario un segnale forte di vigorosa protesta e insieme di ammonimento: pertanto la FIMMG (che si è distinta nel vigilare sulle proditorie azioni di persecuzione nei confronti dei Medici, facendo ingoiare a questo ministro della Salute, fintamente ignaro del sistema in cui è vissuto per tanti anni, lo sciagurato “Decreto anti-truffe”) ha proclamata una giornata di
SCIOPERO VENERDI’ 27 GIUGNO
GLI STUDI DEI MEDICI DI MEDICINA GENERALE RESTERANNO CHIUSI E VERRANNO GARANTITE LE SOLE VISITE DOMICILIARI URGENTI E QUELLE PROGRAMMATE IN ADI.
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