Rinnovo convenzionale: ancora una strada tutta in salita
Il Consiglio Nazionale della FIMMG del 6 giugno, rilevata la piena riuscita della manifestazione unitaria tenutasi a Roma il 24 aprile, la grande adesione della categoria allo sciopero del 4 giugno 2004 , la totale assenza di risposte da parte del Governo e le contraddizioni manifestate dalle Regioni, che da un lato chiedono ai medici di famiglia di contribuire al perseguimento dell'appropriatezza delle prestazioni erogate e dall'altro non solo rifiutano investimenti, ma cercano di ridimensionare le norme e le risorse necessarie a metterli nella condizione di operare in tal senso senza compromettere la qualità dell'assistenza, insieme alla continua criminalizzazione dell'attività prescrittiva in ordine alla spesa farmaceutica,
ha deciso con mozione unanime l’inasprimento
della lotta per evitare che sia compromesso il più grande patrimonio della
categoria rappresentato dalla fiducia e dal gradimento dei cittadini ed ha
disposto un programma articolato di azioni sindacali che interrompe
fra l'altro ogni rapporto di collaborazione della categoria e dei suoi
rappresentanti con gli assessorati regionali e le direzioni aziendali
nell'ambito delle commissioni previste dall'ACN e da accordi regionali ed
aziendali. La situazione nelle Marche è analoga a quella di altre Regioni, l’AIR continua ad essere applicato solo in parte, e le parti non applicate riguardano questioni fondamentali come l’appropriatezza e le forme organizzative dell’assistenza, il Comitato Regionale della MG è convocato solo per questioni di interesse di parte pubblica, nel tentativo di somministrarci scelte effettuate in altre sedi in dispregio a quella concertazione che è base imprescindibile di un rapporto di collaborazione ed in più anche qui si perseguono strategie politiche di strumentalizzazione e criminalizzazione dell’intera categoria atte a incrinare quel rapporto di fiducia con il cittadino, che evidentemente preoccupa il politico locale. Inoltre assistiamo da spettatori alle trattative per la nuova Convenzione tra Regione e Ospedale , senza che i rappresentanti della medicina del territorio vengano minimamente coinvolti come se le questioni in ballo non li riguardassero. A tutto ciò manifestiamo il nostro fermo dissenso per cui ci atterremo rigorosamente a quelle indicazioni nazionali che abbiamo contribuito ad impostare in quanto firmatari della mozione conclusiva dell’ultimo Consiglio Nazionale.
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