Ho avuto la possibilità di leggere il Documento Programmatico preliminare all’AIR, i cui contenuti vorrei commentare.

Questo documento costituisce un’evoluzione, in positivo, dei precedenti accordi nazionali e regionali che si ponevano, come obiettivo principale, quello di favorire la crescita della Medicina Generale agendo sul contesto normativo, incentivando l’aggregazione e favorendo l’acquisizione di quegli strumenti e mezzi ritenuti indispensabili a rispondere alle sempre crescenti esigenze del SSN.

Il nuovo Documento Programmatico, se da una parte prosegue questo processo proponendo l’integrazione fra le varie figure professionali e la continuità delle cure, dall’altra introduce per la prima volta la necessità di definire “parametri e strumenti di rilevazione oggettivi che, per i diversi capitoli oggetto dell’intesa, permettano, quanto più possibile, di subordinare la corresponsione degli emolumenti previsti alla verifica e/o alla valutazione dei risultati conseguiti”.

Questa è una sfida che dobbiamo cogliere ed una opportunità per porre finalmente il MMG al centro del SSN.

I precedenti accordi incentivavano la dotazione di strutture e mezzi (segretaria, computer, varie medicine, ecc.) senza preoccuparsi di valutare se questi investimenti centrassero gli obiettivi proposti. Le uniche valutazioni sono quelle riguardanti la spesa che non indicano assolutamente ne l’efficacia ne l’efficienza dell’attività svolta dal MG sul territorio.

E’ ora d’incominciare a misurare i prodotti finali o intermedi della propria attività; sia per uso professionale, sia per incentivare la qualità del lavoro e vincolare a questo almeno una parte degli emolumenti. Esistono numerosi indici in grado (vedi il Picenum Study: www.picenumstudy.it) a valutare non solo il lavoro futuro ma anche quello svolto fin ad oggi.

Gli ostacoli e le opposizioni saranno molte; a nessuno piace essere posto in discussione. Ma, se vogliamo essere al centro del SSN, dobbiamo dimostrare con i numeri di meritarlo.

Avrei da fare altre osservazioni sulla continuità delle cure e sull’integrazione professionale, ma mi sono dilungato troppo.

Voglio aggiungere una sola cosa. I sempre più gravosi compiti che ci vengono posti dal SSN ed i costi di gestione rendono sempre più difficile il lavoro di chi ha un secondo ambulatorio; ritengo che, nel prossimo AIR, si debba prendere in considerazione e favorire chi, come me o Sampaolo o Ginnetti e molti altri, forniscono un’ulteriore servizio ai cittadini portando la  MG in periferia e sostengono oneri che superano abbondantemente le indennità previste; si dovrebbero introdurre, inoltre, norme che favoriscano in località disagiate e nelle frazioni l’aggregazione strutturale e professionale fra i medici che vi svolgono parte della loro attività.

 

Dr Emilio Magliani, MMG in Osimo