Associazionismo e Personale di Studio

Le considerazioni sulla attuale situazione

 

Sono giunte nelle ultime settimane a codesta Segreteria, in particolare dalle zone di Ancona e Jesi lettere di colleghi che esprimono disagio e preoccupazione circa la sorte degli incentivi per le forme della medicina associata e del personale di studio, che di fatto creano una sorta di stallo nel processo di sviluppo della medicina di famiglia delle Marche. Tutto questo ci spinge a compiere alcune considerazioni volte a promuovere una iniziativa finalizzata a porre termine a tale situazione irregolare e non più tollerabile.

Infatti pur essendo ancora in vigore l’art. 13 (associazionismo) e 14 (personale di studio) dell’ AIR che prevedeva una totale apertura dei predetti istituti a tutti i medici che ne facevano richiesta, le varie Zone Territoriali già da mesi non procedono al pagamento delle nuove richieste di applicazione dei predetti istituti e segnatamente da quelli richiesti dopo la data di entrata in vigore del nuovo accordo nazionale del 23/03/05. l’ AIR attualmente in prorogazio aveva compiuto la coraggiosa scelta di elevare i limiti di utilizzo delle forme associative e del personale di studio, al fine di garantire a tutta la popolazione marchigiana l’estensione dei servizi connessi alle forme di esercizio della medicina generale in associazione e/o con personale di studio, nonché promuovere una più efficace organizzazione della medicina di famiglia nel territorio riducendo quelle forme di isolamento nella quale spesso era relegata unitamente al medico che in essa operava. Tale scelta è stata nuovamente ribadita dall’ attuale Assessore in particolare nel documento programmatico sottoposto alla parti sindacali nella fase di avvio del processo negoziale volto a elaborare il nuovo AIR nelle prime settimane del corrente anno.

 

Il nuovo Accordo Collettivo Nazionale 23/03/05 prevede agli art. 59 lett. B, c. 8  che le percentuali di utilizzo dei istituti dell’associuazionismo e del personale di studio siano stabiliti in misura del:

  

            12 %    per la medicina di gruppo

            9 %      per la medicina di rete

            40 %    per il collaboratore di studio

            8 %      per l’infermiere professionale

 

da calcolarsi sugli assistiti complessivi in ambito regionale. Per la medicina in associazione invece il limite è posto al 40% ma con divieto di costituire nuove forme di questo tipo atteso il fatto che il ruolo funzionale di questa modalità organizzativa del lavoro professionale è considerato oramai esaurito. Ora la situazione della Regione Marche appare a nostro giudizio irregolare. Innanzitutto dobbiamo registrare la grande difficoltà con la quale siamo ci sono stati resi disponibili i dati dell’utilizzo delle forme associative e del personale di studio che hanno comportato numerose e reiterate richieste. Superato questo ostacolo, non privo di significati, la situazione dell’associazionismo e dell’utilizzo del personale di studio al 23 marzo del 2005 vede l’associazione al 51.3 %, la rete al 5.75%, il gruppo al 30,64 %. Per quanto concerne il Personale di studio abbiamo circa un 37% di Collaboratore amm.vo (di cui 1,78 di Collaboratori Formati) e 0,73% di Infermieri.

 

Nella tabella sottostante compariamo la situazione regionale al 23/05/05 con quanto previsto dall’ ACN 23/03/05

 

 

Situazione al 23/03/05

Previsione ACN 23/06/05

 differenza

Medicina di Gruppo

30, 64 %

12 %

- 24,40

Medicina di Rete

5.75

9 %

+ 3,25

Medicina di Associaz.

51.30

40 % ma bloccata

- 11,30

Collaboratore Amm.vo

Di cui Formati

35.23

 1.78

 

40 % complessivo

+ 2,99

Infermiere

0, 73

8%

+ 7,27

 

 

Questa tabella indica come già alla data dell’entrata in vigore dell’ ACN e senza invocare le norme previste dalla prorogatio dell’ AIR, che abolivano i limiti di utilizzo nella Regione Marche, vi era possibilità di attivare rispettivamente la Medicina di Rete (+  3,25%), il Collaboratore di Studio (+ 2, 99% ) e l’ Infermiere (+ 7, 27 %). Da un semplice calcolo possiamo anche azzardare una previsione di cittadini e medici che avrebbero potuto usufruire dei predetti istituti. Considerando gli assistiti marchigiani 1.350.000, 43.875 cittadini marchigiani possono ancora essere coperti dalla medicina di rete ovvero considerando il rapporto ottimale 1/1000, circa 44 MMG marchigiani possono aderire alla Medicina di Rete. Mentre sono 40.365  gli assistiti marchigiani che possono usufruire dei servizi del Collaboratore di Studio Medico che corrisponde a circa 40 MMG e quindi parliamo di 40 nuovi collaboratori (cioè 40 nuovi posti di lavoro nella regione Marche!). Sono invece 94.500 gli assistiti che potrebbero utilizzare l’ infermiere messo a disposizione dallo studio del MMG, corrispondente a circa 94 medici che nelle Marche potrebbero assumere un Infermiere. Diverso è la valutazione della Medicina di Gruppo che supera abbondantemente il 12% indicato dall’ ACN e della Medicina in Associazione la quale però e fortemente disincentivata è pertanto non solo non potrà crescere. Probabilmente e con gradualità dovrà migrare verso forme più complesse (rete e gruppo). Questa trasformazione, tra l’altro, ridurrebbe il “consumo” di risorse destinate al gruppo e alla rete poiché le quote capitarie destinate ai MMG che eventualmente trasformeranno la loro attività professionale in quella di rete o gruppo comporterebbero per la Regione un costo aggiuntivo non corrispondente alla quota piena di medicina di gruppo, ovvero 7 euro, ma ad una quota pari alla differenza tra la medicina di gruppo e quella che già percepivano della medicina in Associazione, ovvero 2,58 euro. Stesso discorso vale per la medicina di rete la cui quota è di 4,70. Questo comporterebbe un incremento di spesa per le forme più complesse di € 4,42 per la medicina di gruppo e di € 2,12, minore quindi rispetto alla quota capitarla prevista per ogni rispettiva forma. Potremmo paradossalmente  dire che la Regione potrebbe avere tutta la convenienza a favorire la migrazione in forme più complesse di esercizio della medicina da quelli che già si trovano in associazione, rispetto ad esempio ad un singolo dove sarà costretta a pagare una quota capitaria completa. A parte queste osservazioni del tutto marginale rispetto al problema che stiamo esaminando, dalla data del 23/3/05 la Regione Marche non dando luogo ai pagamenti degli incentivi ancora non saturati anche secondo il nuovo ACN, riteniamo si trovi in una posizione sempre più irregolare, esponendosi a rischio di ricorsi in sede giuridica, oltrechè assumersi di fatto la responsabilità di aver bloccato lo sviluppo della medicina generale delle Marche, nonostante le dichiarazione di integrazione con il sistema salute marchigiano e del suo cambiamento. Vediamo perché.

Innanzitutto il superamento del limite del 12% della Medicina di Gruppo va nel senso degli obiettivi stabiliti dall’AIR dimostrando come la scelta di abolire i tetti agli istituti dell’Associazionismo e del Personale di Studio sia stata accolta dal MMG che si sono attivati per  migliorare la loro organizzazione, aderendo di fatto ad un obiettivo posto anche dalla programmazione regionale con lo sviluppo delle forme associative. Ma c’è un altro particolare che non è stato adeguatamente considerato. Alla data del 23 marzo 2005 benchè entrasse in vigore il nuovo ACN l’ Accordo Integrativo dispiegava tutti i suoi effetti di abolizione dei tetti di utilizzo sia dei collaboratori che delle forme associative per effetto del regime di prorogatio. Ai medici che comunicavano alla rispettive zone territoriali (ex ASL) l’ assunzione di un collaboratore e/o l’inizio dell’esercizio di una nuova forma associativa, le risposte erano le più disparate, talora anche errate e comunque tutte volte a limitare l’esercizio del diritto dei medici di aderire alle predette forme associative e/o di assumere personale benché, dati alla mano, le percentuali di utilizzo dimostravano ancora un certo margine di  capienza che abbiamo precedentemente quantificato e riteniamo con sufficiente precisione. Inoltre il tasso di crescita stimato di questi istituti non risultava così elevato tale da richiedere interventi di emergenza per la tutela del rispetto del fondo ex art. 46. Si potrebbe qui discutere se anche per quegli incentivi che superavano il tetto nazionale previsto dall’ ACN fosse possibile pretendere il pagamento, stante la vigenza dell’ AIR in regime di prorogazio, mai smentita dalla Regione, nè abolita in forza di qualche atto di valore normativo e/o giuridico. Ma non vogliamo complicare troppo la situazione. Qui si tratta di capire se da parte pubblica la giusta esigenza di programmare un corretto ed appropriato uso delle risorse, sulla quale i MMG delle Marche, sempre hanno dato la loro adesione, non si sia trasformata in qualcosa di molto simile al boicottaggio e all’ ostruzionismo delle loro attività professionali, quando non in uno strisciante tentativo di recupero di quanto ci era stato riconosciuto con l’ AIR in regime di prorogatio, stante il fatto che almeno fino alla data del 30/06/06 la vigenza di detto accordo era completa e assoluta. C’è qui da fare una osservazioni. Molti, erroneamente, anche di parte pubblica ritengono che l’assunzione di personale di studio o l’adesione ad una delle forme di associazionismo debba in qualche modo essere sottoposto ad una pratica autorizzativa da parte delle zone territoriali, per cui in mancanza di questa autorizzazione il medico non potesse assumere o esercitare in forma associata. La norma (art. 54 c. 4 lett. b) dispone invece che l’esercizio di una forma associativa sia sottoposta ad una sola pratica informativa (come per altro anche per l’assunzione di personale) attraverso il deposito presso ASL e Ordine del corrispondente atto di costituzione. Da parte delle zone territoriali pertanto non sussiste alcuna necessità di esprimere una autorizzazione. Una presa d’atto di una adesione ad una forma associativa e/o di assunzione di personale sottoposta a limite di utilizzo, il quale però risulta abrogato per effetto della prorogazio dell’ AIR, espletata la quale deve aver luogo il pagamento previsto dalle vigenti norme.

Questa dunque è la situazione che si viene a creare all’indomani del 23/3/05, dove molti funzionari pubblici si trincerati dietro le responsabilità della Regione. Certamente qualcuno negli uffici della regione qualche  responsabilità di troppo se l’è presa nel creare una siffatta situazione, probabilmente gestendo male la fase di passaggio dal vecchio al nuovo o non ascoltando le indicazioni che venivano date volte a non creare difficoltà nella gestione di questo delicato passaggio. Si è semplicemente deciso senza nessun sostegno giuridico e/o negoziale di non rispettare gli accordi vigenti.   

 

Non serve ora polemizzare poiché tutti avrebbero concordato sulla necessità di valutare con attenzione cosa stava succedendo e capire come utilizzare i fondi a disposizione. In questo modo invece si è creato solo una situazione piena di possibili contenziosi e che ora, visto il suo perdurare rischia di avvelenare ulteriormente il non facile clima tra Regione e MMG, poiché i medici sono stanchi di investire sulla loro professione. Invece che trovare una Regione alleata nel loro sforzo di miglioramento, trovano troppo spesso una Regione inadempiente.  Ma soprattutto il Sindacato non può più continuare a tollerare un così prolungato disprezzo delle norme e degli accordi e dovrà rapidamente operare per ripristinare la regolarità di tutta la questione non tanto e non solo in termini politici, ma anche in quelli giuridici.

 

Il giorno 8/6/06 in Regione viene firmato un accordo tra le parti che pone alcuni elementi operativi volti a garantire una gestione del problema dell’Associazionismo e del personale di studio. In sostanza si dice che l’ASUR/Zone territoriali (solo l’ASUR? solo le Zone? Congiuntamente?) provvederanno alle verifiche, alla presa d’atto e alla liquidazione delle posizioni sospese dalla data del 23/03/05 fino al 31/12/05. Successivamente verranno regolarizzate le posizioni fino al 31/03/06 e con un successivo step quelle fino al 30/06/06. Questo significa che tutti quei medici che nonostante l’ostruzionismo delle zone territoriali hanno assunto personale e/o realizzato una forma associativa, benché con lentezza e scaglionati verranno pagati nel limite della capienza del fondo regionale ex art. 46 dell’ ACN, previsto per il 2005 e per il 2006. Le eventuali eccedenze verranno poste all’attenzione del comitato regionale. A parte il fatto che fino ad ora non abbiamo avuto nessuna notizia del pagamento neanche della prima fase di detti istituti, nonostante i 9 mesi di ritardo,  c’è da chiedersi dopo il 30/06 cosa succede? Come si fa, dopo quella data, ad aderire ad una forma di associazionismo o ad assumere personale?

L’accordo predetto non recepisce minimamente quella norma che pure abbiamo tanto invocato e definita di garanzia che, nel rispetto della logica dei fondi istituiti dalla nuova Convenzione garantisse al medico il percepimento degli incentivi senza esporlo ad ulteriori rischi di impresa, attraverso una preliminare dichiarazione di volontà di assunzione di personale o realizzazione della forma associativa  da inviare all’ ASUR, nei confronti della quale il Comitato Regionale, entro un ragionevole periodo di tempo di 60/90 giorni doveva dire si o no e solo successivamente procedere alla attivazione da parte del medico degli istituti. Questo nel più completo rispetto della logica dei fondi individuati dal nuovo ACN. E’ chiedere troppo da parte di una categoria costretta a pagarsi sempre con risorse proprie i miglioramenti qualitativi della professione a fronte di continui finanziamenti in conto capitale della dipendenza?

 

Ad ogni buon conto questa Segreteria provinciale è assolutamente determinata a risolvere la situazione che si è creata fino alla data del 30/06/06, stante il fatto che molti di quei medici che nel rispetto delle norme hanno reso le  loro prestazioni o in forma associata e/o con l’ausilio del personale, sono nel più assoluto diritto di ricevere gli arretrati dal momento in cui hanno comunicato l’inizio della nuova attività in forma associata e/o di assunzione del personale di studio. Hanno altresì diritto a ricevere la corretta indennità mensile prevista dagli Accordi. Questo anche perché molti Colleghi stanno affrontando spese sostenute con il proprio reddito, hanno creato nuovi posti di lavoro, hanno sviluppato una forma avanzata di esercizio della medicina, garantendo ai cittadini più servizi e più presenza, migliorando la qualità della medicina generale marchigiana a loro spese e nonostante la parte pubblica che in questi mesi, con motivazioni subdole e capziose, ha sempre remato contro e risultando così doppiamente  penalizzati.

 

Pertanto in considerazione di questa situazione si invitano tutti gli iscritti della Provincia di Ancona che hanno assunto personale di studio e/o iniziato ad operare in una delle forme dell’associazionismo o migrato da una forma all’altra dopo il 23/03/05, ad inviare presso codesta Segreteria Provinciale (Via M. Buonarroti 5/A ANCONA – Tel.0712076035 – fax 0712082043  – e-mail: ancona@fimmg.org) copia della documentazione comprovante l’assunzione e/o la realizzazione della forma associativa unitamente alla documentazione della avvenuta comunicazione alla ASUR/zona territoriale  (lettera, ricevuta di ritorno, n° di protocollo, ecc.), al fine di fare una prima valutazione delle posizioni, la loro consistenza numerica e procedere, in mancanza di concreti segnali da parte dell’ ASUR/zone territoriali del pagamento di quanto dovuto ed in questo momento indebitamente trattenuto dalla Regione, al pieno ripristino della regolarità e a tutela dei Medici di Famiglia.

 

Ancona 13/09/06