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Ancona, 20.01.2008
- Al Dott. Carmine Ruta Direttore Generale Servizio Salute Regione Marche Presidente C.R.A.T. - ai membri della C.R.A.T.
L’Accordo Integrativo Regionale per la Medicina Generale, pubblicato il 27.07.2007 prevede, nell’ambito del sistema dell’appropriatezza, l’istituzione di un Osservatorio Regionale (ORA) tra i cui compiti (art. 51, C-3) è prevista anche l’attivazione di Commissioni paritetiche ai sensi dell’art. 49, comma 7 dell’ACN di confronto tra Medici di Medicina Generale e Medici Specialisti (di strutture ospedaliere e territoriali) volte ad elaborare criteri orientativi, linee guida o quant’altro necessario su argomenti i cui tassi di inappropriatezza risultino elevati a motivo di un eccessivo consumo di risorse. In questa ottica interpretiamo l’istituzione della Commissione Regionale per l’Appropriatezza Terapeutica (CRAT) da noi caldeggiata nella fase di elaborazione dell’AIR 3. E’ nostra profonda convinzione che, per poter perseguire obiettivi “di sistema”, come reiteratamente richiamato nel Piano Sanitario Regionale, sia indispensabile focalizzare regole condivise; in questo processo di chiara identificazione delle procedure è insito l’obbligo per le varie figure professionali sanitarie del rispetto delle regole stesse.In altri termini, possiamo distinguere due piani di appropriatezza terapeutica: il primo, propedeutico al secondo, afferisce alla sfera del rispetto di regole comuni che devono essere opportunamente introiettate; il secondo, sequenziale sia in senso logico che cronologico, afferisce alla sfera più propriamente clinica. Siamo convinti che sia inutile, se non addirittura dannoso, occuparsi del secondo aspetto se prima non è stato definitivamente affrontato il primo. L’entrata in vigore del Nuovo Ricettario Unificato nel 2005, pur con il carico di aggravi burocratici, aveva introdotto un criterio chiaro: ogni figura medica autorizzata è responsabile in prima persona delle prescrizioni effettuate (identificazione tramite codice fiscale dei soggetti aventi titolarità all’uso del NRU); il Ministero della Salute si era preoccupato di emanare Circolari esplicative in cui si ricordava che tutti gli utilizzatori del ricettario del SSN hanno l’obbligo di rispettare le note AIFA e i Piani Terapeutici (Circolare del Ministero della salute del 23.10.96, pubblicata sulla GU 254 del 29.10.96). La Regione Marche, dal canto suo, con proprie Circolari (N. 109945 del 24.5.2006) ha emanato Linee Guida sulla prescrizione di farmaci e la richiesta di prestazioni ambulatoriali utilizzando il ricettario SSN, sottolineando le rispettive competenze dei Medici Specialisti e dei Medici di Medicina Generale. Tentativi di dialogo tra medicina di assistenza primaria e medicina ospedaliera (e quindi anche di dialogo trans-murale, ovvero tra Aziende diverse) erano già stati sperimentati presso l’Ordine dei Medici di Ancona. Risultava però necessario l’egida superiore regionale, sia per superare i limiti provinciali, sia, soprattutto, per legittimare autorevolmente un processo che coinvolge tutto il Sistema Sanitario Regionale (a tal proposito avevamo suggerito una rilettura attenta dell’Apologo di Menenio Agrippa, v. Tito Livio, Ab Urbe Condita, II, 32). Una volta diffuse tali regole, è necessario controllare che vengano applicate. Soltanto allora è utile passare alla sfera clinica. Tra le proposte che abbiamo già illustrato in altre sedi e che ora ribadiamo, si inseriscono:
In quest’ottica, si ritiene la Delibera regionale n. 135 del 26.02.2007, oltre che povera di intuizioni ed esile nell’impianto, destinata a fallire se si continua a considerare il sistema delle cure secondarie come una sorta di “zona extraterritoriale”, quasi un “duty-free” del farmaco. I Medici di Medicina Generale ribadiscono la disponibilità alla collaborazione, ai fini del perseguimento di criteri di appropriatezza saggia e responsabile, ma al tempo stesso non possono accettare di essere da una parte indicati come primo riferimento per il cittadino, attivatore dei percorsi assistenziali all’interno del SSN, e dall’altra essere indicati come “induttori di spesa”. Auspichiamo che i concetti espressi nella premessa del cap. XIV del Piano Sanitario Regionale 2007-2009 vengano coerentemente declinati.
Dott. Antonio Marracino C.R.A.T. |